Comune di Riccò del Golfo di Spezia

Il Territorio

Il Comune

Il comune di Riccò del Golfo, il più meridionale della Val di Vara, ha una notevole espansione, dal crinale delle Cinque Terre ai confini dei comuni della Spezia, Pignone, Beverino e Follo. Oltre al capoluogo, situato a soli cinque chilometri dalla Spezia, le frazioni arricchiscono il territorio: Bovecchio, Camedone, Caresana, Carpena, Casella, Debbio, Porcale, Graveglia, Pian di Barca, Ponzò, Quaratica, San Benedetto e Valdipino. Ci si può muovere liberamente in questa porzione di Liguria, per luoghi e tempi diversi, passare da paesaggi quasi cittadini a quelli ancora sostanzialmente rurali. Provenendo dalla Spezia, troviamo Carpena, un tranquillo borgo di un centinaio di abitanti, si raggiunge attraverso l’Aurelia, dalla circonvallazione stradale a Sud del Passo della Foce. Procedendo verso Riccò del Golfo, e lasciando l’Aurelia, troviamo la strada che porta verso la Val Graveglia, Debbio e Polverara. Ritorniamo sull’Aurelia e troviamo le indicazioni per Porcale e Quaratica. Dal capoluogo si distacca la strada per Valdipino e Casella, mentre più a monte un breve percorso conduce a Ponzò e a Bovecchio.

Polverara

Il paese è collocato in posizione panoramica a 420 m.s.l.m.
E’ costituito da diversi agglomerati edilizi. Il più antico, chiamato La Torre, nel medioevo fu centro fortificato. Si trova nella parte alta dell’abitato, collocato in posizione panoramica sul golfo della Spezia (a sud) e sul crinale di colline che separa le Cinque Terre dalla Val di Vara (a est). E’ stato bombardato nel 1945 e alcuni edifici e passaggi voltati sono andati distrutti. Più in basso si trova l’Olivo, compatto borgo nei pressi della Parrocchiale ed ancora più in basso la Valle, di più recente sviluppo.

Ponzò

Antico borgo arroccato, era un castello di difesa agricola, fu poi un importante feudo, probabilmente dominio degli Estensi, e quindi dei Malaspina. Restano a testimonianza di questo periodo, i ruderi delle possenti mura del castello, il quale aveva cinque torri, quattro delle quali sono diventate abitazioni, sono rimasti solo i resti di una di queste. All’interno del suggestivo borgo troviamo la cappella e l’oratorio castellano di San Bartolomeo, 1100 circa. Il piccolo rione popolare ha le caratteristiche dei borghi rotondi della Val di Vara, le abitazioni costituiscono un muro di difesa per la parte centrale, che comprendeva il castello, di cui rimangono i resti del torrione, poco distante dal quale si trovano i resti della cappella castrense di San Bartolomeo, di origine protoromanica. Fuori dal borgo si trova la chiesa parrocchiale di San Cristoforo, del 1200 circa, ricordata in antichi documenti come cappella di Podencolo, e con una certa autonomia della pieve di Pignone.

Quaratica 

Quaratica è un caratteristico borgo con esempi splendidi di architettura popolare, di archi voltati e percorsi coperti, un patrimonio da salvaguardare perché, come tantissimi altri è una testimonianza delle nostre radici storiche. Le case hanno tre piani di una stanza sola, con la cucina al secondo piano ed una scaletta esterna dal primo al secondo, sopra una struttura ad archi vi è l’aia pensile o “piazoeto”, sotto il portico c’è la cantina o la stalla o il magazzino. Nel paese troviamo la piccola chiesa con le decorazioni del pittore spezzino Navarrino.

Riccò del Golfo

Riccò del Golfo fu un’antica dipendenza del castello di Ponzò, il comune fu creato nel 1808 riunendo territori di Ponzò e Carpena, con la principale funzione di stazionamento, era sede di un ospizio e filiale della Pieve di Pignone, da cui forse il nome di Riccò-ricovero. Notevole la presenza di antichi portali in arenaria molto lavorati e la presenza di alcune teste apotropaiche, facce spaventose in arenaria, che servivano a scacciare gli spiriti maligni, forse eredità di un’antica tradizione popolare.

Casella

Casella con le sue edicole sacre e gli splendidi esempi di portali in arenaria, è un altro esempio di architettura popolare spontanea riscontrabile in tutta la Val di Vara. Casella era il paese degli scalpellini, come ricorda il Casalis nel suo dizionario storico-geografico: ”Nel torrente ivi denominato Depino, trovasi arenaria in massi rotolati, poco voluminosi, la quale è composta di granelli quarzosi e di squamette di mica, sparsa di tenui frammenti nericci di fillade, il suo colore è bigio verdiccio e non effervescente con gli acidi; sfavilla facilmente sotto l’acciarino” era una tradizione di scuola lapicida molto forte, presente nel territorio. E’ possibile incontrare dei manufatti girovagando per l’antico borgo tra i quali scalini, volte e colonne. A Casella troviamo delle “Madonnette” piccole statue antropomorfe di delicatissima fattura. Una visita è obbligatoria alla frazione di Serenella, conosciuta come il paese dei mulini, grazie alla presenza del torrente Riccò. Ne contava sette, di cui due con la doppia macina, accanto ai mulini per macinare le granaglie e le castagne, esistono ancora quelli originali per la battitura tessile: nella vicina Valdipino era fiorente l’industria tessile.

 

A cura della Pro Loco di Riccò del Golfo